Commissione europea per l’efficienza della giustizia (CEPEJ)

Lista di controllo per promuovere la qualità della giustizia e degli uffici giudiziari

adottata dalla CEPEJ nell’11^ riunione plenaria

(Strasburgo, 2 – 3 luglio 2008)

Questo schema è destinato alle autorità politiche ed ai responsabili della amministrazione della giustizia per migliorare le legislazioni, le politiche e le prassi volte ad elevare la qualità del sistema giudiziario, sia a livello nazionale che dei singoli uffici giudiziari e dei singoli magistrati.

Si tratta di un “questionario introspettivo”, ovvero di uno strumento volto ad un uso interno dei soggetti interessati.

Prefazione

E’ relativamente facile parlare di qualità e di carenze della giustizia. Sia l’utenza che gli addetti ai lavori hanno visioni al riguardo che scaturiscono dalla loro esperienza personale o basate sulle reazioni al cattivo funzionamento del sistema giudiziario. Le carenze più spesso lamentate riguardano la lentezza, i costi, la difficoltà di accesso, la complessità delle procedure. Qualche volta, il sistema viene riconosciuto, invece, per essere indipendente e competente.

Ma definire il concetto di qualità della giustizia è molto più difficile, e può contenere dei rischi. Questo perché probabilmente il concetto di qualità della giustizia è la sintesi complessa di una vasta gamma di fattori, rilevanti su piani diversi, che non possono tutti essere misurati con i medesimi strumenti.

Non è nelle intenzioni della CEPEJ elaborare una teoria sulla qualità della giustizia, né di darne una definizione. Tuttavia, il suo obiettivo è quello di promuovere la qualità all'interno dei sistemi giudiziari e di fornire ai vari soggetti politici responsabili delle politiche in materia ed agli addetti ai lavori, strumenti concreti per migliorare la qualità del proprio sistema, tenendo conto delle sue peculiari caratteristiche.

È dovere della CEPEJ tenere in debita considerazione la specifica natura del settore giustizia, che non può essere assimilata all’erogazione di un normale servizio pubblico: in quanto dotata di una sua specificità ed unicità, la giustizia crea, difatti, rapporti sociali.

Di conseguenza la CEPEJ ha scelto di evidenziare la vasta gamma dei fattori che contribuiscono alla qualità della giustizia, non in via meramente teorica ma pratica, ossia tenendo conto della varietà degli utenti del sistema giustizia, quali i testimoni, le vittime, i professionisti dell’attività giudiziaria o i semplici cittadini, utenti che non hanno sempre le medesime aspettative sulla qualità del servizio giustizia.

Questa lista di controllo è stata preparata dal Gruppo di Lavoro della CEPEJ sulla qualità della giustizia (CEPEJ-GT-QUAL) ed adottata dalla CEPEJ nel corso dell’undicesima riunione plenaria tenutasi in data 2- 3 luglio 2008.

Questo documento può essere considerato come "strumento di lettura introspettiva” che può consentire ai responsabili della politica giudiziaria, al personale impiegato presso gli uffici giudiziari, ai presidenti delle corti, ai giudici e ad altri professionisti del settore di affrontare, ciascuno al proprio interno, le proprie responsabilità per il miglioramento della qualità del servizio pubblico offerta dal sistema giudiziario.

Lo scopo principale di questo “strumento” è quello di aiutare i sistemi legislativi nella raccolta di informazioni utili e di analizzare gli aspetti più rilevanti in ordine alla qualità del servizio giustizia.

Quello che rende questo documento un “unicum” rispetto ad altri modelli di qualità (per esempio l’ “European Foundation on Quality Management model ”) o a quelli sviluppatisi a livello nazionale (per esempio il “Modello di Qualità della Corte d'Appello di Rovaniemi” in Finlandia o il “Modello di RechtspraaQ” nei Paesi Bassi) è che fa riferimento alla qualità dell'organizzazione giudiziaria a tre livelli: il livello nazionale, il livello del singolo tribunale ed il livello del singolo giudice. Per ciascuno di questi tre livelli può essere formulata una lista di domande. Queste domande non sono certo esaustive e potranno essere implementate in futuro. L'idea di fondo di questo documento è quella di aiutare i responsabili delle politiche in materia di giustizia ed i professionisti che lavorano nel settore giudiziario nel tentare di migliorare la qualità delle singole giurisdizioni o del sistema giudiziario nel suo complesso.

Il lettore deve essere avvisato del fatto che i modelli presentati in questo documento non sono l'unico o il migliore modello di qualità possibile, poiché esistono anche modelli alternativi. Lo scopo principale dei modelli presentati è di attirare l’attenzione del lettore sugli elementi che sono in gioco quando viene iniziato un dibattito sulla qualità della giustizia oppure sul modo di determinare il livello di qualità negli uffici giudiziari.

Introduzione

Qualità dell’ordine giudiziario e delle corti di giustizia.

Il modello di qualità proposto in questa lista di controllo è sviluppato con riguardo a cinque macro aree di dati. Di queste, quattro sono rivolte al lato della c.d. offerta (infrastrutture giudiziarie, Ministero della giustizia, consiglio dell'ordine giudiziario) ed uno è collegato con il lato della c.d. domanda (utenti del servizio giustizia).

Offerta

L’argomento “strategia e politica” è posto al centro del modello. Esso riguarda tutte le attività che vengono intraprese sia a livello nazionale, regionale che di singolo ufficio giudiziario per lo sviluppo degli obiettivi, dei programmi a medio e lungo termine, delle linee generali di sviluppo dei sistemi giudiziari nel loro insieme o di singoli uffici giudiziari e delle scelte di politica giudiziaria che vengono operate per rinforzare, ad esempio, la cooperazione con i singoli attori del settore giudiziario (come gli Uffici delle Procure della Repubblica e gli avvocati).

Tale argomento comprende, inoltre, la produzione o la modifica della legislazione in ordine alla protezione dell’indipendenza e della competenze delle singoli corti giudiziarie.

Poiché un corretto funzionamento dell'ordine giudiziario dipende in maniera preponderante dalla qualità dei giudici, dei procuratori e del personale, le risorse umane e lo status dell’ordine giudiziario costituiscono una seconda fondamentale area all’interno del nostro modello di qualità.

I responsabili delle politiche giudiziarie e dei singoli uffici giudiziari devono porre adeguata attenzione allo sviluppo di specifiche strategie in materia di risorse umane (reclutamento, formazione ed aggiornamento professionale, nonché progressione in carriera dei giudici, dei procuratori e del personale). Poiché gli uffici giudiziari sono luoghi in cui la circolazione delle conoscenze settoriali svolge un ruolo preponderante, è necessario che vengano sviluppate politiche volte a promuovere tale scambio anche fra giudici, i procuratori e personale amministrativo.

Le risorse umane sono un bene importante per i sistemi giudiziari. Non sono, tuttavia, l'unico fattore a determinarne la qualità. Per un adeguato funzionamento degli uffici giudiziari sono necessarie, difatti, risorse finanziarie appropriate, così come il possesso di strumenti adeguati che rendano possibile per i giudici, i procuratori e per il personale di gestire le cause ed assumere decisioni in un modo rapido, efficace ed efficiente.

Per questa ragione, in molti paesi europei viene stimolato l'uso delle nuove tecnologie dell’informazione all’interno degli uffici giudiziari (sistemi di gestione computerizzata, fascicoli elettronici, sistemi per lo scambio dei dati, videoconferenze, ecc).

Inoltre, particolare attenzione dovrebbe essere prestata a quanto collegato con l'acquisto dei beni, con la sicurezza degli uffici giudiziari e delle informazioni (come ad esempio, i files contenuti in database o in specifiche allocazioni di sicurezza). Nel modello di qualità in esame, tutti questi argomenti sono previsti nel capitolo "mezzi per la giustizia".

La quarta parte del modello di qualità interessa i processi di lavoro e le procedure di funzionamento. Queste sono tutte le attività che spaziano dalla preparazione dei casi alla decisione finale adottata dal giudice fino alla sua esecuzione. La qualità può essere influenzata approntando misure specifiche a livello nazionale, regionale o locale (dei singoli uffici giudiziari); introducendo, per esempio, una politica obiettiva per la ripartizione dei casi fra gli uffici e/o i giudici, migliorando l'efficienza delle udienze o la gestione degli affari, o politiche giudiziarie volte ad aumentare la certezza del diritto o la partecipazione dei cittadini nel processo decisionale giudiziario.

Domanda

In tutti i modelli generali di qualità equilibrati, come la Fondazione Europea della Qualità dell'Amministrazione (EFQM), il Balanced Scorecard, il Six Sigma, ecc. viene messa in evidenza l'importanza di una prospettiva orientata alle esigenze dell’utenza.

Naturalmente, per certi profili, esiste una differenza tra una pubblica istituzione e un’azienda privata. Trattando di un servizio pubblico, la CEPEJ preferisce parlare di utenti piuttosto che di clienti. Un alto livello di qualità è collegato alla soddisfazione degli utenti e ad una prospettiva di gestione nella quale i bisogni ed i desideri degli utenti vengano adeguatamente considerati. Bisogna considerare il fatto che una determinata parte del lavoro negli uffici giudiziari è indirizzata a utenti non volontari (nel settore penale), che devono essere trattati nel rispetto di tutti i loro diritti previsti dalla legge e delle loro libertà individuali.

Un livello adeguato di accesso alla giustizia è importante per il mantenimento od il miglioramento della qualità di un sistema giudiziario nel suo insieme.

Devono essere assunte sia a livello nazionale che regionale misure per introdurre uno standard di assistenza legale, per offrire alle parti in causa misure alternative alla risoluzione del contenzioso, per fornire ai cittadini utenti del servizio giustizia informazioni utili su come funzionano gli uffici giudiziari o per prestare una specifica tutela alle persone particolarmente vulnerabili, ecc.

Tuttavia, un livello sufficiente di accesso alla giustizia non è ancora abbastanza.

E’ necessario anche un accettabile grado di fiducia da parte dei cittadini nel suo sistema giudiziario, così come nella sua legittimazione. Questa è una delle ragioni per le quali la fiducia dei cittadini e la legittimazione vengono incluse nel modello presentato. In buona sostanza, un alto livello di qualità dell'ordine giudiziario è correlato ad un alto livello di fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario.

Come usare la lista di controllo?

La lista di controllo è destinata alle autorità politiche (a livello nazionale, regionale o locale), ai responsabili degli uffici giudiziari, ai giudici e all’altro personale responsabile della promozione e del miglioramento della qualità nel sistema giudiziario e nei singoli uffici giudiziari. Essa è rivolta ai Ministeri della giustizia, ai Consigli giudiziari, alle Corti Supreme, alle Corti d'appello, ai Tribunali di prima istanza, ai Tribunali specializzati, ecc.

La lista di controllo è costruita intorno alle cinque aree precedentemente descritte. Per ogni area sono identificati dei sottotemi e viene posta una serie di domande. Le domande sono elaborate in maniera tale che si possa rapidamente e facilmente identificare l’esistenza o meno di politiche della qualità, di indicatori di qualità o di altri temi connessi con la qualità degli uffici giudiziari e del sistema giudiziario.

Gli utenti della lista di controllo possono controllare, barrando le relative caselle, se un certo argomento o tema sia previsto o meno nella propria organizzazione. In caso negativo, può aiutare tali organizzazioni a sviluppare nuove politiche, a modificare le politiche in atto in maniera tale da prestare attenzione alla qualità, collegata con il lavoro degli uffici, dei giudici, dei procuratori e del personale.

Dopo ogni domanda, sono previste le seguenti ipotesi di risposta: stato (S), ufficio giudiziario (T) e giudice (G). Per rendere questa lista di controllo applicabile a determinati Paesi in cui è presente, inoltre, una responsabilità dell'ordine giudiziario e degli corti di giustizia a livello regionale, è prevista una colonna per la regione amministrativa (R) (per esempio, per i cantoni svizzeri o per il Länder tedesco). Non tutte le domande che sono descritte nella lista di controllo possono essere applicabili alla vostra situazione specifica. Se questo è il caso, bisogna barrare la casella N.A. (non applicabile).

Valutazione

Nella struttura della lista di controllo un posto particolare è riservato alla valutazione. Il motivo è che la valutazione delle politiche, delle attività e delle prestazioni, costituisce parte integrante della politica di qualità. Le informazioni derivanti dalle valutazioni possono essere usate come fonte per il miglioramento ed il cambiamento, nell’ottica di migliorare la qualità dell’ordine giudiziario e delle singole corti di giustizia.

           
 

S

R

T

G

n.a.

I. STRATEGIA E POLITICA GIUDIZIARIA

I. 1. Organizzazione e politiche giudiziarie

1. Esiste una pubblica autorità (Ministero di giustizia o Consiglio dell'ordine giudiziario) responsabile della progettazione delle politiche generali e dei documenti strategici che interessano l'organizzazione giudiziaria?

 

 

 

 

 

2. Esiste una legislazione relativa agli uffici giudiziari o alla loro organizzazione?

 

 

 

 

 

3. Esistono delle garanzie a livello costituzionale (o a livello più elevato della gerarchia delle norme) di salvaguardia dell'indipendenza del sistema giudiziario nei confronti del potere esecutivo e legislativo?

 

 

 

 

 

4. Viene adottata una politica relativa alla specializzazione degli uffici giudiziari e/o di determinate categorie di giudici?

 

 

 

 

 

5. Sono definiti degli obiettivi (in termini di prestazioni) per i singoli uffici?

 

 

 

 

 

6. Esiste una strategia e una politica che tengano conto dei bisogni e della programmazione delle risorse per gli uffici giudiziari?

 

 

 

 

 

7. Esiste una politica che riguardi la struttura e la competenza degli uffici giudiziari, compresa la politica geografica di posizionamento degli uffici sul territorio?

 

 

 

 

 

1.2. Missione, strategia, obiettivi

1. L’amministrazione giudiziaria definisce missione/visione e strategia (le caratteristiche di base dell'ordine giudiziario devono essere presenti, quali l'imparzialità, l'indipendenza, la certezza del diritto e l'accesso alle procedure)?

 

 

 

 

 

2. L’amministrazione giudiziaria dà ampia pubblicità alla missione/visione e strategia tra i fruitori del servizio, i giudici, i procuratori ed il personale amministrativo?

 

 

 

 

 

3. L’amministrazione giudiziaria traduce la missione/visione in obiettivi e priorità concreti e misurabili? Ha indicatori di efficacia?

 

 

 

 

 

4. L’amministrazione giudiziaria fissa degli indicatori di successo per il raggiungimento dei questi obiettivi?

 

 

 

 

 

5. L’amministrazione giudiziaria prende in considerazione le aspettative riguardo ai bisogni e ai desideri giustificati degli utenti interni ed esterni quando predispone una politica giudiziaria?

 

 

 

 

 

6. L’amministrazione giudiziaria intrattiene contatti sistematici con gli utenti interni ed esterni?

 

 

 

 

 

7. L’amministrazione giudiziaria assicura la diffusione di una cultura volta a stimolare ed ispirare miglioramenti nell'organizzazione generale?

 

 

 

 

 

8. L’amministrazione giudiziaria determina le priorità in base alle quali sviluppare le proprie strategie operative?

 

 

 

 

 

9. L’amministrazione giudiziaria descrive come dovrebbe svolgersi il processo decisionale per attuare queste priorità?

 

 

 

 

 

I.3. La ripartizione dei processi e la delega delle responsabilità dai giudici al personale non-giudicante

1. Esiste un sistema per monitorare periodicamente il carico di lavoro di ogni giudice?

 

 

 

 

 

2. La dirigenza dell’ufficio ha la possibilità di assegnare o riassegnare processi per aumentare l'efficienza dell’ufficio stesso? Può stabilire una flessibilità fra i giudici che permetta tali nuove assegnazioni?

 

 

 

 

 

3. Esiste una politica relativamente alla delega di responsabilità dai giudici al personale non-giudicante?

 

 

 

 

 

4. L’amministrazione giudiziaria ha definito un metodo obiettivo per l'assegnazione dei processi fra i giudici?

 

 

 

 

 

5. Le informazioni sulla ripartizione dei casi vengono messe a disposizione dell’intera organizzazione dell’ufficio?

 

 

 

 

 

6. L’amministrazione giudiziaria determina i compiti principali, il ruolo e gli standards per il personale amministrativo?

 

 

 

 

 

I. 4. Valutazione della strategia

1. E’ previsto un sistema per la valutazione della gestione dei rischi strategici?

 

 

 

 

 

2. L'attuazione delle politiche che interessano i cambiamenti nella struttura dell'organizzazione dell’ufficio giudiziario viene regolarmente valutata?

 

 

 

 

 

3. L’attuazione di modifiche legislative viene valutata regolarmente?

 

 

 

 

 

4. I cambiamenti nella legislazione relativa alle corti e/o ai giudici/procuratori ed il loro impatto vengono valutati?

 

 

 

 

 

5. L'efficacia e l'efficienza delle procedure giudiziarie e delle ADR sono valutate sistematicamente?

 

 

 

 

 

                     

II. LAVORO E PROCESSO OPERATIVO

II. 1 . Legislazione

1. Degli standards e delle linee guida di riferimento della politica di qualità sono usati per la redazione delle leggi o per modificare la legislazione corrente?

 

 

 

 

 

2. L'effetto dell'introduzione di una nuova legislazione o di cambiamenti nella legislazione corrente sono valutati in relazione al carico di lavoro degli uffici? Se sì, questo conduce a cambiamenti nella pianta organica del personale?

 

 

 

 

 

3. Le proposte legislative presentate dall'esecutivo al Parlamento vengono esaminate e modificate da un’autorità indipendente o dall’ordine giudiziario nell’ambito del processo legislativo?

 

 

 

 

 

4. Le leggi relative alla procedura (in materia civile, penale, amministrativa) vengono riesaminate e modificate regolarmente per aumentare l’efficacia e l'efficienza delle procedure?

 

 

 

 

 

5. Esiste una legislazione specifica (sostanziale o procedurale) per l'utilizzo dei sistemi di risoluzione alternativa delle controversie?

 

 

 

 

 

II.2. Procedure nei tribunali

1. Sono approntate misure per accertare una ripartizione giusta ed efficiente del carico di lavoro fra i giudici (quali: follow-up dei flussi dei fascicoli, del numero dei casi affidati ad ogni giudice, di velocità di trattazione di una controversia, considerazione delle attività esterne, ecc.)?

 

 

 

 

 

2. Sono approntate misure per accertare l'adeguatezza fra le funzioni dei giudici e i fascicoli loro affidati (periodi di addestramento, specializzazione, raggruppamento dei casi, ecc)?

 

 

 

 

 

3. Sono approntate misure per accertare la trasparenza nella ripartizione dei fascicoli ai giudici (criteri obiettivi predeterminati e pubblici)?

 

 

 

 

 

4. Esiste una politica prestabilita inerente la trattazione dei casi da parte di un singolo giudice ovvero di un collegio giudicante?

 

 

 

 

 

II. 3. Certezza del diritto

1. E’ prevista una politica per promuovere la certezza del diritto?

 

 

 

 

 

2. Sono previsti strumenti specifici utilizzati per promuovere la certezza del diritto, per esempio un sistema interno per creare prassi giurisprudenziali o l'organizzazione di riunioni per discutere la giurisprudenza corrente?

 

 

 

 

 

II. 4. Gestione degli affari

1. Ogni giudice ha strumenti specifici che gli consentano di conoscere in tempo reale lo stato dei procedimenti in corso all’interno della sua sezione?

 

 

 

 

 

2. Può condividere queste informazioni con il personale amministrativo che collabora con lui?

 

 

 

 

 

3. Queste informazioni sono condivise all'interno dell’ufficio?

 

 

 

 

 

4. Possono i giudici proporre di ricorrere a misure alternative, non-coercitive, di risoluzione dei conflitti nel corso di un procedimento pendente?

 

 

 

 

 

5. Le udienze (in linea di principio) sono aperte al pubblico?

 

 

 

 

 

6. Le procedure sono organizzate in modo da risolvere rapidamente il conflitto?

 

 

 

 

 

7. Le procedure sono organizzate e si svolgono in maniera tale che le spese per le parti e per gli altri soggetti coinvolti nel processo siano ridotte al minimo?

 

 

 

 

 

8. Sono approntate misure in modo che le parti e gli avvocati confidino che il giudice stia preparando in modo corretto il loro caso, abbia sufficiente esperienza per trattare il processo e che la loro posizione è stata pienamente compresa?

 

 

 

 

 

9. I giudici e i procuratori hanno la competenza per assegnare determinati processi ai mediatori?

 

 

 

 

 

10. Esistono procedure di salvaguardia per impedire alla mediazione di ritardare in modo eccessivo la soluzione del conflitto?

 

 

 

 

 

II. 5. Gestione delle udienze

1. Esiste una politica per la preparazione delle udienze?

 

 

 

 

 

2. Nei giorni successivi alla registrazione dell’affare viene organizzata un’ udienza, in accordo con i legali delle parti, per fissare la durata della procedura e i tempi necessari a preparare l'udienza principale?

 

 

 

 

 

3. Esiste un sistema per controllare che le udienze abbiano inizio all’ora prevista?

 

 

 

 

 

4. Le parti vengono informate quando l’udienza è sospesa o rinviata?

 

 

 

 

 

5. Esiste un sistema informatico utilizzato per una pianificazione efficace delle udienze?

 

 

 

 

 

6. Per quanto riguarda i giudici:

    · preparano i fascicoli in modo appropriato, in vista dell’istruttoria orale?

    · hanno la capacità di facilitare la comprensione del loro ruolo ai vari attori del procedimento?

    · controllano il tempo concesso per l’esposizione alle parti e ai testimoni?

    · controllano in maniera adeguata lo svolgimento dell’udienza?

    · tengono conto delle aspettative delle parti e dei testimoni nella fase orale del processo?

    · controllano il calendario della procedura?

    · sono puntuali?

7. Le convocazioni per le udienze vengono trasmesse con il più largo anticipo possibile, in maniera da evitare tempi di attesa inutili (calendario appuntamenti, fascia oraria, ecc)?

8. Le parti hanno la facoltà di chiedere il trattamento prioritario del caso se ricorrono presupposti che legittimano tale urgenza?

 

 

 

 

 

II. 6. Gestione dei tempi

1. Esiste una politica che consente di definire tempi prevedibili ed ottimali?

 

 

 

 

 

2. Vi sono criteri o norme per la definizione di tempi accettabili delle procedure?

 

 

 

 

 

3. Esiste una politica per gestire i flussi degli affari e per prevenire i ritardi?

 

 

 

 

 

4. Vengono approntate misure per accelerare i casi che hanno subito ritardi e per ridurre il lavoro arretrato?

 

 

 

 

 

5. Il giudice assume un ruolo attivo per gestire i tempi nel corso della procedura?

 

 

 

 

 

6. Le parti possono negoziare con il tribunale i tempi da rispettare?

 

 

 

 

 

7. Esiste un termine entro il quale il giudice deve depositare la sua decisione dopo l’udienza?

 

 

 

 

 

II. 7. Esecuzione delle decisioni giudiziarie

1. Esiste una politica riguardante l’esecuzione delle decisioni giudiziarie?

 

 

 

 

 

2. E’ previsto un sistema di notifica delle decisioni giudiziarie?

 

 

 

 

 

3. Esiste un tempo massimo definito fra il momento in cui un giudice emette una decisione giudiziaria e la notifica della stessa alle parti?

 

 

 

 

 

4. Il tempo fra la decisione finale di un giudice e la sua esecuzione è controllato periodicamente?

 

 

 

 

 

5. Se l'esecuzione delle decisioni è affidata ai membri di una professione specifica (ufficiali giudiziari, ecc), costoro sono sorvegliati dall’ autorità giudiziaria?

 

 

 

 

 

II. 8. Ausiliari della giustizia

1. Esiste una lista aggiornata degli esperti e degli interpreti del tribunale che possa essere consultata?

 

 

 

 

 

2. L’ufficio giudiziario collabora con le altre istituzioni (polizia, avvocati, Procuratori Generali, assistenti sociali, custodi, esperti, ecc)?

 

 

 

 

 

3. Esiste una lista aggiornata dei curatori?

 

 

 

 

 

4. E’ previsto un sistema di controllo di qualità per gli esperti e gli interpreti del tribunale?

 

 

 

 

 

5. Sono definite delle scadenze fisse per il deposito della perizia?

 

 

 

 

 

6. Esiste la possibilità di confutare il risultato di una perizia?

 

 

 

 

 

7. Gli esperti e gli interpreti del tribunale sono certificati?

 

 

 

 

 

II. 9. Gestione dei fascicoli e archiviazione

1. Esiste un sistema informatizzato di gestione dei fascicoli che ne permetta la registrazione ed il controllo nel corso della procedura?

 

 

 

 

 

2. Esiste una politica specifica relativa all’archiviazione dei fascicoli e delle decisioni dei giudici?

 

 

 

 

 

3. Esiste sistema d'informazione (elettronico) per l’archiviazione delle cause e delle decisioni?

 

 

 

 

 

4. Esiste un sistema di fascicoli informatizzati?

 

 

 

 

 

5. È possibile presentare i documenti in formato elettronico?

 

 

 

 

 

II. 10. Valutazione della prestazione

1. Esiste un sistema per la valutazione da parte della dirigenza dell’ufficio dei rischi operativi e della qualità del controllo interno?

 

 

 

 

 

2. La gestione dei rischi operativi riguarda:

    · rischi connessi alla perdita di fiducia da parte del pubblico nell’ordine giudiziario (rapporto con i media, gestione della comunicazione per i giudici e i procuratori, ecc)?

    · rischi collegati all’affidabilità delle procedure (in particolare riguardo ai sistemi d'informazione)?

E’ presa in considerazione dalle politiche giudiziarie?

 

 

 

 

 

3. L’amministrazione giudiziaria valuta periodicamente la produttività dei tribunali?

 

 

 

 

 

4. Esiste una politica sulla pubblicazione dei risultati di valutazione?

 

 

 

 

 

5. Le regole e le norme di qualità sono valutate periodicamente?

 

 

 

 

 

6. A seguito dei risultati di valutazione, vengono individuate e realizzate misure per migliorare la situazione? questi miglioramenti sono controllati?

 

 

 

 

 

7. La percentuale dei casi trattati da un collegio di giudici è registrata e pubblicata?

 

 

 

 

 

8. Il numero di ricusazioni accolte è registrato e pubblicato?

 

 

 

 

 

9. La percentuale degli appelli è registrata e pubblicata?

 

 

 

 

 

10. La produttività dei giudici e del personale dell’ufficio è registrato?

 

 

 

 

 

11. La percentuale di modifica delle decisioni è registrata?

 

 

 

 

 

12. I dati sulla durata del processo sono sistematicamente registrati e pubblicati?

 

 

 

 

 

13. È possibile determinare il numero totale di fascicoli in ingresso, in attesa o decisi in un periodo considerato?

 

 

 

 

 

14. La natura dei processi in corso è analizzata sistematicamente?

 

 

 

 

 

15. Vengono determinati degli obiettivi per la riduzione del lavoro arretrato?

 

 

 

 

 

16. Esiste un sistema di valutazione quantitativo e qualitativo per quanto riguarda l'attività di ogni giudice?

 

 

 

 

 

17. È possibile presentare informazioni sul numero dei casi in corso e dei casi decisi da un giudice specifico in qualunque momento?

 

 

 

 

 

18. È garantito ad ogni giudice l’accesso alle informazioni che riguardano la propria sezione dell’ufficio giudiziario, la sezione degli altri colleghi e ai dati che riguardano l'intero ufficio?

 

 

 

 

 

19. Gli aspetti qualitativi della produttività individuale dei singoli giudici vengono presi in considerazione nell’ambito della politica delle risorse umane dell’ufficio?

 

 

 

 

 

                     

III. ACCESSO ALLA GIUSTIZIA,COMUNICAZIONE AGLI UTENTI ED AL PUBBLICO

III. 1. Accesso all’informazione giuridica e degli uffici giudiziari

1. Le leggi sono pubblicate in maniera tale che siano facilmente accessibili?

 

 

 

 

 

2. Ci sono siti Internet gratuiti che consentono di prendere conoscenza dei testi delle leggi?

 

 

 

 

 

3. Il personale addetto alla ricezione del pubblico viene formato per illustrare i metodi di lavoro, le regole e le procedure o altre informazioni pratiche ai visitatori ed utenti dell’ufficio?

 

 

 

 

 

4. Le sentenze e le decisioni del Tribunale sono accessibili tramite siti Internet?

 

 

 

 

 

5. Esiste una politica che concerne la pubblicazione dei provvedimenti?

 

 

 

 

 

6. Chi appartiene a minoranze linguistiche ha accesso ad una versione ufficiale dei testi legali nella propria lingua?

 

 

 

 

 

7. Le persone che non capiscono la lingua della procedura hanno diritto ad un interprete (gratuitamente)?

 

 

 

 

 

8. Gli uffici hanno un servizio di interpreti o possono reperire velocemente degli interpreti?

 

 

 

 

 

9. Le informazioni sul funzionamento degli uffici sono disponibili e facilmente accessibili ai cittadini?

 

 

 

 

 

10. Le informazioni che riguardano i diritti e i doveri dei cittadini (come previsto dalla legge) sono ampiamente disponibili (per esempio tramite un numero di telefono generale)?

 

 

 

 

 

11. Queste informazioni sono adatte nei loro contenuti e nel modo di diffusione a comprendere la vasta gamma delle situazioni reali (bambini a rischio, divorzi, processi penali, luoghi di detenzione, ecc)?

 

 

 

 

 

12. L’ufficio giudiziario ha uno sportello informazioni per il pubblico?

 

 

 

 

 

13. Esiste una lista aggiornata degli avvocati abilitati all’esercizio della professione presso l’ufficio informazioni e/o sul relativo sito Web?

 

 

 

 

 

14. Sono disponibili degli opuscoli informativi per gli utenti del tribunale?

 

 

 

 

 

15. Può la parte in causa essere presente o essere rappresentata durante tutte le fasi del procedimento?

 

 

 

 

 

16. Quando una parte in causa è rappresentata da un avvocato, la rappresentanza è esclusivo monopolio degli avvocati?

 

 

 

 

 

17. Quando gli avvocati non hanno il monopolio della rappresentanza, esiste la possibilità che le associazioni o i sindacati offrano consigli legali ed assistenza alle parti in causa (per esempio negli argomenti di rilevanza sociale o per il diritto del consumatore)?

 

 

 

 

 

III. 2. Accesso in termini finanziari

1. Le parti in causa senza i mezzi finanziari necessari possono beneficiare di consultazioni gratuite per essere informate in merito ai loro diritti (civili) e ai loro doveri? Se sì, questo è applicabile a tutti i campi del diritto?

 

 

 

 

 

2. Le parti in causa possono avere l’assistenza gratuita o parzialmente gratuita (finanziata con un “budget per assistenza giuridica pubblica”), di un avvocato? Questo è applicabile soltanto al diritto penale oppure in tutti gli altri campi?

 

 

 

 

 

3. I costi/spese per un procedimento sono trasparenti?

 

 

 

 

 

4. Esiste un sistema che garantisce la moderazione dei costi/spese di un processo?

 

 

 

 

 

5. Esistono regole generali in merito al pagamento delle tasse o tributi al tribunale nei processi penali? E nei processi non penali?

 

 

 

 

 

6. I membri degli Ordini Forensi organizzano consulenze giuridiche gratuite?

 

 

 

 

 

7. In un sistema che assicuri la prevedibilità dei costi delle procedure per il pubblico:

    · gli avvocati sono tenuti a far conoscere il costo dei loro onorari e a stabilire dei contratti con i loro clienti?

    · esistono azioni legali a tutela delle eccessive somme richieste dagli avvocati?

    · esistono azioni legali a tutela delle eccessive somme richieste dagli esperti?

 

 

 

 

 

8. C’è la possibilità (legale) di contestare le somme richieste dagli avvocati e dagli esperti processali?

 

 

 

 

 

III. 3. Accesso fisico e virtuale

1. Gli uffici giudiziari sono collocati in modo che siano effettivamente accessibili?

 

 

 

 

 

2. Esiste una previsione normativa che consenta di tenere le udienze in un luogo diverso dalla sede principale dell’ufficio giudiziario?

 

 

 

 

 

3. Il personale addetto al ricevimento del pubblico viene formato per tenere in considerazione lo stress delle persone che vengono citate in giudizio?

 

 

 

 

 

4. L’ufficio giudiziario predispone uno specifico documento per migliorare l’accoglienza dei visitatori?

 

 

 

 

 

5. I diversamente abili o gli anziani hanno accesso facilitato agli spazi di parcheggio loro riservati? Alle rampe di accesso agli Uffici?

 

 

 

 

 

6. Se necessario, possono disporre di qualcuno che li accompagni alle aule di tribunale?

 

 

 

 

 

7. Le stanze di attesa e di udienza sono equipaggiate in maniera appropriata e rispettano standard adeguati?

 

 

 

 

 

8. Ci sono stanze nel tribunale in cui gli avvocati possono incontrare i loro clienti?

 

 

 

 

 

9. Le sale di attesa sono organizzate in modo da evitare che parti contrapposte attendano insieme?

 

 

 

 

 

10. Esiste una segnaletica chiara per i visitatori che entrano negli uffici giudiziari?

 

 

 

 

 

11. Esiste una politica per l'uso delle risoluzioni alternative delle controversie giudiziarie?

 

 

 

 

 

12. Ci sono mediatori facilmente accessibili per risolvere determinate dispute?

 

 

 

 

 

III. 4. Trattamento delle parti

1. Quando una parte in causa si presenta di persona, i giudici e il personale amministrativo hanno il tempo sufficiente e la formazione per fornire le spiegazioni di base circa la disputa in cui è coinvolta?

 

 

 

 

 

2. Viene fornita un’appropriata consulenza ai partecipanti al processo, pur conservando il tribunale la sua imparzialità ed equità?

 

 

 

 

 

3. Le parti del processo così come pure il pubblico sono trattati in maniera tale da conservare la loro dignità?

 

 

 

 

 

4.I giudici sono attenti affinché le persone convocate rendendo comprendano il linguaggio giuridico degli atti?

 

 

 

 

 

5. I giudici tengono conto del costo degli atti per le parti in modo da:

    · limitare le misure da prendere (perizie, sequestri etc.)?

    · dare priorità ai casi che hanno un effetto diretto sulle risorse economiche delle parti (licenziamento, assegno alimentare ecc)?

 

 

 

 

 

6. I giudici chiedono ai presenti all'udienza di indicare le ragioni per le quali potrebbero avere la priorità o se richiedono particolari modalità di audizione (per esempio, se è presente una persona incapace di restare in piedi)?

 

 

 

 

 

7. I giudici organizzano le loro udienze in maniera tale che i partecipanti possano essere ascoltati in orari prefissati?

 

 

 

 

 

8. Le parti hanno il permesso di intervenire, in particolare per chiedere spiegazioni?

 

 

 

 

 

9. Existe-t-il une procédure de plainte ?

 

 

 

 

 

III. 5. Presentazione delle decisioni

1. La sentenza ed i motivi della decisione sono espressi dal giudice in maniera comprensibile?

 

 

 

 

 

2. I motivi della decisione sono esposti in modo analitico e sistematico?

 

 

 

 

 

3. I motivi delle decisioni mostrano in maniera chiara alle parti ed ai legali un orientamento basato sull'imparzialità e la legalità della decisione?

 

 

 

 

 

4. Esistono specifiche regole e standard applicabili alle decisioni giudiziali?

 

 

 

 

 

5. Le posizioni delle parti, degli avvocati, delle giurisdizioni inferiori o superiori, sono prese in considerazione per l’elaborazione delle decisioni giudiziarie?

 

 

 

 

 

6. Dei modelli e regole « standards »sono utilizzati per tipi di affare determinati?

 

 

 

 

 

III. 6. Legittimità e fiducia del pubblico

1. Esiste un rapporto annuale presentato ai cittadini sulla qualità e sul funzionamento del sistema giudiziario?

 

 

 

 

 

2. Questo rapporto è dibattuto nel Parlamento?

 

 

 

 

 

3. La fiducia del pubblico nell'ordine giudiziario viene regolarmente valutata?

 

 

 

 

 

4. Esiste un rapporto pubblico sul funzionamento (le prestazioni) e sulla qualità di ogni ufficio giudiziario?

 

 

 

 

 

5. Vengono istituiti commissioni di inchiesta per intraprendere studi sulle difficoltà del funzionamento del sistema giudiziario? Il lavoro di queste commissioni è pubblico?

 

 

 

 

 

6. Esiste un documento per gli utenti del tribunale in cui sono rappresentati i loro diritti e doveri?

 

 

 

 

 

7. Le parti hanno la possibilità di ricevere, in ogni momento, informazioni sullo stato del procedimento che hanno instaurato?

    · direttamente (tramite la ricezione di informazioni o via internet)?

    · indirettamente attraverso il loro consulente giuridico (cioè avvocato o rappresentante legale)?

 

 

 

 

 

8. I cittadini svolgono un ruolo consultivo nella discussione delle priorità del sistema giudiziario (finanziamento, priorità data a determinate materie, ecc)?

 

 

 

 

 

9. Le associazioni la cui funzione sociale è collegata al sistema giudiziario (vittime, consumatori, ecc) possono avere un ruolo particolare nel miglioramento del funzionamento della giustizia?

 

 

 

 

 

10. Avvengono regolarmente scambi d'idee sul funzionamento e la qualità degli uffici giudiziari a livello locale (dibattiti pubblici, riunioni con le associazioni, visite di studenti, ecc)?

 

 

 

 

 

11. L’ufficio giudiziario ha un responsabile designato e formato appositamente per i rapporti con gli organi d’informazione?

 

 

 

 

 

12. Vi sono documenti consensuali che sono il risultato delle consultazioni fra giudici dell’ufficio ed altri professionisti legali, che precisano le regole di comportamento o misure organizzative approvate di comune accordo?

 

 

 

 

 

13. Vengono organizzate “giornate porte aperte”, affinché i cittadini possano visitare gli uffici giudiziari?

 

 

 

 

 

III. 7. Valutazione

1. Esiste un sistema di accertamento/valutazione per la misurazione dei rischi (potenziali) di perdita della fiducia pubblica nel sistema giudiziario?

 

 

 

 

 

2. Viene preso in considerazione un rischio potenziale di perdita di fiducia pubblica nel sistema giudiziario da parte delle politiche della dirigenza dell’ufficio giudiziario (rapporto con i mezzi di comunicazioni, gestione delle comunicazioni da parte dei giudici/procuratori, ecc)?

 

 

 

 

 

3. Vengono identificati gli utenti più rilevanti (parti in causa, avvocati, interpreti, comitato di protezione del bambino, esperti, ecc)

 

 

 

 

 

4. La soddisfazione degli utenti è valutata periodicamente?

 

 

 

 

 

5. I risultati di valutazione delle indagini di soddisfazione degli utenti sono resi pubblici?

 

 

 

 

 

6. Il progresso in questo campo viene controllato in base ai risultati di tali valutazioni (gli argomenti su cui l'utente potrebbe essere intervistato potrebbero essere per esempio: trattamento del giudice e suoi recenti comportamenti, infrastrutture dell’ufficio e servizi, ritardo prima del processo, impressione della certezza del diritto e comprensibilità della decisione)? Tali risultati vengono usati per migliorare il funzionamento degli uffici giudiziari?

 

 

 

 

 

                     

IV. RISORSE UMANE E STATUTO DEI MAGISTRATI E DEL PERSONALE

IV. 1. Politica delle risorse umane

1. Esiste una strategia a lungo termine e una politica relativa all’assunzione, alla selezione, all’addestramento, alla valutazione, allo sviluppo di carriera e allo stipendio dei magistrati e del personale del tribunale?

 

 

 

 

 

2. Esiste una strategia a breve termine che interessa il reclutamento, la selezione, l’addestramento, la valutazione, lo sviluppo di carriera, la mobilità dei magistrati e del personale?

 

 

 

 

 

3. Esiste un istituto di formazione indipendente a livello nazionale per i giudici ed i procuratori (scuola della magistratura)?

 

 

 

 

 

4. Esiste una politica nazionale volta alla scambio di conoscenza fra le corti ed i giudici?

 

 

 

 

 

5. La retribuzione dei giudici e dei procuratori è regolata da legge?

 

 

 

 

 

6. Esiste un sistema di valutazione per i giudici ed i procuratori?

 

 

 

 

 

7. I giudici ed i procuratori conoscono i criteri di valutazione applicabili a loro?

 

 

 

 

 

8. I seguenti argomenti sono inclusi nei criteri di valutazione dei giudici e dei procuratori?

    · integrità personale e professionale dei giudici e dei procuratori;

    · comportamento appropriato nei rapporti con i media;

    · comportamento appropriato in merito all’attività politica o sindacale;

    · indipendenza relativamente ai mezzi d’informazione e alla politica;

    · trattamento delle parti;

    · competenze professionali.

 

 

 

 

 

9. I criteri di valutazione per i giudici ed i procuratori sono abbastanza chiari?

 

 

 

 

 

10. Le competenze dei candidati a ricoprire la posizione di giudice o procuratore vengono valutate al loro ingresso nell'ordine giudiziario?

 

 

 

 

 

11. La condotta morale dei futuri giudici e dei procuratori viene valutata prima di entrare a far parte dell'ordine giudiziario?

 

 

 

 

 

12. Vengono seguiti criteri di valutazione oggettivi per la selezione dei futuri giudici e procuratori?

 

 

 

 

 

13. Questi criteri di valutazione sono noti ai candidati?

 

 

 

 

 

14. Esiste un sistema di valutazione del personale che non appartiene alle categorie dei procuratori/giudici?

 

 

 

 

 

IV. 2. Statuto e competenze dei magistrati

1. Lo statuto e la posizione dei giudici e dei procuratori è stabilita per legge?

 

 

 

 

 

2. Le competenze principali dei giudici e dei procuratori sono descritte in documenti di politica generale o regolate per legge?

 

 

 

 

 

3. I giudici ed i procuratori sono incoraggiati ad adottare codici di buone prassi e codici deontologici?

 

 

 

 

 

4. La protezione della posizione indipendente dei giudici è prevista per legge?

 

 

 

 

 

5. Esiste un Consiglio dell’ordine giudiziario? Questo Consiglio contribuisce a rinforzare l’indipendenza della magistratura?

 

 

 

 

 

IV. 3. Formazione e sviluppo delle competenze

1. L’Amministrazione giudiziaria stimola la cooperazione fra i diversi servizi?

 

 

 

 

 

2. L’Amministrazione giudiziaria si tiene al corrente sul possesso dei requisiti attinenti la conoscenza professionale e la competenza dei giudici, dei procuratori e del personale del tribunale?

 

 

 

 

 

3. L’Amministrazione giudiziaria ha sviluppato una strategia per la competenza ed il comportamento di tutto il personale della tribunale?

 

 

 

 

 

4. Esiste una politica per rinforzare la cultura della cooperazione e dell'integrità?

 

 

 

 

 

5. L’Amministrazione giudiziaria realizza una politica volta a salvaguardare ed accrescere l'integrità giudiziaria a tutti i livelli?

 

 

 

 

 

6. Esiste una politica che prende in considerazione l’impiego di giudici assistenti?

 

 

 

 

 

7. L’Amministrazione giudiziaria ha sviluppato una politica per la specializzazione dei giudici?

 

 

 

 

 

8. L’Amministrazione giudiziaria ha elaborato un mansionario delle principali competenze del personale?

 

 

 

 

 

9. Le capacità organizzative e le tecniche per il controllo delle udienze sono parte di un corso di formazione iniziale all’ingresso nell'ordine giudiziario?

 

 

 

 

 

10. I giudici ed i procuratori ricevono una formazione iniziale e/o continua?

 

 

 

 

 

11. Sono previsti dei parametri per la formazione iniziale e/o continua?

 

 

 

 

 

12. Le norme di condotta etica e personale sono materia d’insegnamento per i futuri giudici e procuratori prima dell’ingresso nell'ordine giudiziario?

 

 

 

 

 

13. Le questioni sull’etica fanno parte della formazione continua?

 

 

 

 

 

14. L’etica per particolari tipi di lavoro - come i tribunali per i minori – è trattata in modo particolare?

 

 

 

 

 

15. Viene dato adeguato rilievo alle capacità in materia di trattamento dei giudici e procuratori e all’attitudine di questi ultimi?

 

 

 

 

 

16. Le competenze e le tecniche organizzative per condurre le udienze vengono trattate nell’ambito della formazione continua?

 

 

 

 

 

17. Le tecniche di redazione costituiscono argomento di studio iniziale prima di entrare nell’ordine giudiziario?

 

 

 

 

 

18. Le tecniche di redazione sono incluse nella formazione continua?

 

 

 

 

 

19. La mobilità dei giudici e dei procuratori è collegata all’acquisizione della necessaria conoscenza relativamente alla nuova funzione?

 

 

 

 

 

20. Le funzioni specifiche - quali la presidenza di una sezione o di un tribunale – sono collegate ad un programma di formazione speciale?

 

 

 

 

 

21. Le funzioni specifiche - come quelle relative ai minori o al diritto commerciale - sono collegate ad un programma di formazione specifico?

 

 

 

 

 

22. Il tribunale organizza regolarmente delle riunioni per i giudici, conferenze per migliorare la qualità ed altri eventi a cui tutti i giudici partecipano e nei quali hanno l'occasione di discutere, oltre alle materie amministrative-giudiziarie, in particolare quelle proposte dai giudici stessi?

 

 

 

 

 

IV. 4. Condivisione delle conoscenze, gruppi di qualità e misure alternative di risoluzione delle controversie giudiziarie

1. L’amministrazione giudiziaria promuove una cultura di condivisione delle conoscenze?

 

 

 

 

 

2. Le fonti di conoscenza giudiziaria sono disponibili e facilmente accessibili?

 

 

 

 

 

3. I giudici ed i procuratori praticano il contraddittorio (discussione sui casi fra i colleghi) o la supervisione (discussione sui casi con un collega più esperto)?

 

 

 

 

 

4. La registrazione vide dell’udienza può essere utilizzata come fonte di informazioni in occasione di un incontro collegiale?

 

 

 

 

 

5. I giudici partecipano ai gruppi di qualità all'interno del loro tribunale per discutere la loro giurisprudenza alla luce della giurisprudenza delle giurisdizioni superiori?

 

 

 

 

 

6. I giudici partecipano a dei forum di discussione sulle loro decisioni:

    · con i colleghi di altre giurisdizioni?

    · con normali utenti, quali gli avvocati?

    · con altri terzi?

 

 

 

 

 

7. Esiste la prassi di discutere le decisioni modificate o annullate?

 

 

 

 

 

8. E’ prevista una consultazione periodica fra i Tribunali di primo grado e le Corti d'Appello?

 

 

 

 

 

9. Esistono sufficienti possibilità per l’auto-formazione dei giudici e dei procuratori?

 

 

 

 

 

10. Esistono sufficienti possibilità per la riflessione sulle decisioni prese dai giudici?

 

 

 

 

 

11. Viene prestata sufficiente attenzione ai profili dell’imparzialità e dell’integrità dei giudici? (per esempio dibattiti sui profili etici o costituzione di un Comitato di Etica).

 

 

 

 

 

12. I giudici vengono formati sulle tecniche di soluzione extragiudiziale delle controversie, come la mediazione?

 

 

 

 

 

13. Sono tenute annualmente delle discussioni (metodiche e pianificate) in merito al miglioramento del personale tra i giudici-procuratori ed i membri del personale?

 

 

 

 

 

IV. 5. Valutazione della politica delle risorse umane

1. Esistono degli indicatori per promuovere le politiche in merito alle risorse umane (per esempio, indicatori relativi al congedo per malattia, l’efficacia degli studi o della formazione effettuata, il rispetto del livello di formazione richiesto e la produttività) e tali politiche vengono regolarmente valutate?

 

 

 

 

 

2. La soddisfazione dei giudici e procuratori e del personale viene valutata periodicamente (per esempio attraverso interviste)?

 

 

 

 

 

3. I risultati di queste valutazioni sono pubblicati?

 

 

 

 

 

4. Gli elementi tratti dagli studi di valutazione delle risorse umane vengono utilizzati (soddisfazione del personale con riferimento, per esempio, al carico di lavoro, al riconoscimento e alla valutazione della prestazione, alle occasioni di formazione, allo sviluppo di carriera ed al metodo di controllo)?

 

 

 

 

 

5. Esiste una valutazione sistematica delle politiche di formazione e di sviluppo delle competenze dei giudici e dei procuratori e del personale?

 

 

 

 

 

                     

V. RISORSE PER LA GIUSTIZIA

V. 1. Finanze

1. E’ previsto un apposito stanziamento di bilancio per garantire un adeguato finanziamento al sistema giudiziario?

 

 

 

 

 

2. I mezzi finanziari disponibili per il sistema giudiziario sono sufficienti per tutelare l’indipendenza dei magistrati?

 

 

 

 

 

3. Sono formulati degli standards di qualità con specifico riguardo ai bisogni finanziari degli uffici, agli edifici giudiziari, all’allestimento delle stanze, alle attrezzature tecniche e alla sicurezza?

 

 

 

 

 

4. Esistono delle norme operative e finanziarie per determinare l’efficacia degli uffici giudiziari?

 

 

 

 

 

5. Esiste una politica obiettiva per la distribuzione dei fondi (per esempio il costo del personale, costi dei materiali) tra gli uffici giudiziari?

 

 

 

 

 

6. C’è una voce di bilancio specifica per sviluppare un sistema di qualità nell’ufficio giudiziario?

 

 

 

 

 

V. 2. Sistemi d'informazione

1. Esiste una politica sull’uso delle tecnologie di comunicazione e di informazione negli uffici giudiziari (e-mail, videoconferenza, scambio di dati elettronici, ecc)?

 

 

 

 

 

2. I sistemi d’informazione sono regolarmente rivisti e migliorati?

 

 

 

 

 

3. I sistemi di informazione sono compatibili con gli altri sistemi operativi degli uffici giudiziari (cioè sistemi di gestione computerizzata dei casi, sistemi d’informazione finanziaria, ecc)?

 

 

 

 

 

4. Le informazioni registrate nel sistema di gestione computerizzata dell’ufficio danno un'immagine generale della prestazione dello stesso?

 

 

 

 

 

5. L’analisi dei dati registrati nel sistema di gestione computerizzata dell’ufficio può essere effettuata da tutto il personale (o dal personale autorizzato) o può soltanto accedervi personale specializzato (per esempio tecnici informatici)?

 

 

 

 

 

6. Sono previste regole in merito al trattamento di informazioni confidenziali (per esempio: divieto di accedere alle banche dati da casa propria)?

 

 

 

 

 

7. La sicurezza delle informazioni è garantita da un sistema di controllo (dal rischio di introduzione dei pirati elettronici nel sistema)?

 

 

 

 

 

8. Esiste un sistema razionale di bilancio per monitorare il lavoro del tribunale e l’allocazione delle risorse?

 

 

 

 

 

V.3. Logistica e Sicurezza

    1. Esiste una politica per l’acquisto di beni e servizi da parte degli uffici giudiziari?

 

 

 

 

 

    2. Esiste una strategia di outsourcing?

 

 

 

 

 

    3. La dirigenza dell’ufficio applica procedure standardizzate per gli acquisti?

 

 

 

 

 

    4. L’amministrazione giudiziaria applica procedure di controllo standardizzate per tutti i beni e servizi acquisiti?

 

 

 

 

 

    5. L’amministrazione giudiziaria effettua un controllo periodico dei fornitori?

 

 

 

 

 

    6. L’amministrazione giudiziaria ha un piano di allocazione a lungo termine degli uffici?

 

 

 

 

 

    7. L’amministrazione giudiziaria ha programmato una strategia riguardo alla sicurezza fisica ed informatica degli uffici giudiziari?

 

 

 

 

 

    8. L’amministrazione giudiziaria ha elaborato una politica di sicurezza per tutti gli utenti del tribunale?

 

 

 

 

 

    9. L’amministrazione giudiziaria ha formulato una strategia in merito alle condizioni di lavoro ed ai servizi di sicurezza interni?

 

 

 

 

 

10. Esiste una politica in materia di sicurezza degli edifici giudiziari?

 

 

 

 

 

11. Esiste una politica per la sicurezza delle parti durante le udienze?

 

 

 

 

 

    V.4. Valutazione dei mezzi, della logistica e della sicurezza

1. E’ previsto un sistema di controllo dei rischi finanziari e non, collegati al sistema informativo ed alle attività di supporto?

 

 

 

 

 

2. E’ garantita la qualità ed integrità dell’informazione, in particolare quella relativa alle spese di gestione?

 

 

 

 

 

3. Viene tenuta memoria degli incidenti relativi alla sicurezza dell’accesso, sia relativamente alle persone che ai dati?

 

 

 

 

 

4. E’ garantita la sicurezza dei sistemi d’informazione?

 

 

 

 

 

5. E’ coperto il rischio per la perdita o danneggiamento del materiale?

 

 

 

 

 

6. E’ coperto il rischio di frode o appropriazione indebita?

 

 

 

 

 

7. Viene effettuato annualmente un controllo delle spese e dell’impatto delle stesse?

 

 

 

 

 

8. L’amministrazione giudiziaria controlla annualmente se i risultati preventivati sono stati raggiunti (in merito a produttività, qualità e personale)?

 

 

 

 

 

9. L’amministrazione giudiziaria utilizza i risultati per migliorare la propria politica e/o modificare le procedure di lavoro?

 

 

 

 

 



 Top